I dots sono gli agenti sempre accesi che OpenAI ha presentato il 29 settembre 2026 al DevDay. Ogni dot ha un proprio computer nel cloud, lavora sugli obiettivi che gli assegni e continua mentre non ci sei. Usano il modello GPT-6 Astra e arrivano in ChatGPT per i piani Pro e Business Premium, con il primo dot incluso nel prezzo.
Io un sistema di agenti sempre accesi lo faccio girare da 18 mesi. Qui trovi cosa costano i dots e le tre cose che avrei voluto sapere prima di accenderne uno. Dati aggiornati al 6 ottobre 2026.
Cosa sono i dots di OpenAI?
Sono agenti che non aspettano un tuo messaggio per lavorare. Una chat risponde quando scrivi. Un dot riceve un obiettivo, per esempio «tieni d’occhio i feedback dei clienti e correggi i difetti piccoli», e lo porta avanti da solo nel suo computer nel cloud. TechCrunch li descrive come assistenti a cui dai un nome e un aspetto, raggiungibili da ChatGPT, da Codex e dagli strumenti di lavoro come Slack e Teams. I messaggi via SMS sono annunciati ma non ancora attivi.
OpenAI ha pubblicato l’annuncio nella pagina Introducing dots. L’azienda immagina squadre di dots che collaborano e ha avviato un progetto pilota di «dots specialisti», con identità, credenziali e strumenti assegnati dal reparto informatico dell’azienda.
Cosa sa fare un dot, in pratica?
Lavori lunghi, a più passaggi, che oggi fa una persona tornandoci sopra più volte. Gli esempi dati da OpenAI al lancio, raccolti da Medianama:
- leggere i feedback dei clienti, correggere i difetti minori e proporre la modifica con un video che la documenta;
- aggiornare i materiali di lancio quando cambia il perimetro di un prodotto;
- rifare un’analisi quando arrivano dati nuovi;
- trasformare la trascrizione di un’intervista in clip, note e bozze di post;
- trovare le fatture non emesse, prepararle e inviarle dopo la tua approvazione.
L’ultimo esempio è il più istruttivo. Il dot prepara, tu approvi, poi parte. È lo stesso confine che ho messo nel mio sistema, e più sotto spiego perché.
Quanto costano i dots e chi può usarli?
| Voce | Cosa si sa al 6 ottobre 2026 |
|---|---|
| Chi li ha | Abbonati ChatGPT Pro e Business Premium, nei mercati abilitati |
| Enterprise, Edu, Healthcare | In beta, spenti finché l’amministratore non li attiva |
| Prezzo | Il primo dot è incluso nell’abbonamento |
| Più dots o più velocità | Annunciati, prezzi non ancora comunicati |
| Limiti d’uso | Le conversazioni con il dot non consumano i limiti di ChatGPT; i lavori in Codex e ChatGPT Work sì |
| Italia | OpenAI parla di «mercati abilitati». Nelle fonti che ho letto non c’è un elenco dei Paesi |
Allo stesso DevDay OpenAI ha presentato anche GPT-6.1 Sol, un modello per il codice e l’uso del computer che secondo Medianama costa il 20% di GPT-6 Astra per token, con una modalità veloce da circa 300 token al secondo. Per chi fa girare agenti tutto il giorno il costo per token conta più del prezzo dell’abbonamento. Nella stessa occasione OpenAI ha dichiarato 1,2 miliardi di utenti settimanali per ChatGPT.
Come si controlla un dot?
Con regole scritte prima, e non con la fiducia. OpenAI le chiama Custom Rules e per ogni azione prevede tre esiti: consentita, consentita solo dopo la tua conferma, bloccata. In più c’è un controllo automatico sulle azioni delicate, il cambio delle password resta in mano all’utente e il dot lavora isolato nel suo computer finché non gli colleghi le tue applicazioni.
Cosa ho imparato tenendo accesi 32 agenti?
Che il difficile comincia il giorno dopo l’accensione. Gartner prevede che oltre il 40% dei progetti di agenti AI verrà cancellato entro la fine del 2027, per costi, valore poco chiaro e controlli insufficienti: nessuna delle tre cause è il modello. Ho contato il mio sistema oggi, 6 ottobre 2026, sul disco e non a memoria.
Tre lezioni, pagate di persona.
- Un divieto scritto a parole non ferma un agente. All’inizio le regole stavano nelle istruzioni: «non inviare email senza conferma». Funziona finché l’agente legge un testo che gli dice il contrario. Oggi i divieti stanno nella configurazione, dove l’agente non può scavalcarli. Le Custom Rules dei dots vanno nella stessa direzione, e sono la prima cosa da impostare.
- Un agente sempre acceso sbaglia in silenzio. A settembre un mio processo programmato è rimasto appeso 95 minuti senza dare alcun errore. Non era rotto: era fermo, e nessun allarme lo diceva. Da allora ogni processo ha un controllo che misura se ha lavorato, e non solo se è partito. Di cosa si rompe negli agenti in produzione ho scritto qui.
- La memoria vale più del modello. Un dot nuovo non sa niente della tua azienda. Quello che lo rende utile sono procedure, clienti e decisioni scritte in un posto dove può leggerle. Se quel posto è tuo, puoi cambiare modello quando vuoi. E va curata: quando ho misurato la mia, solo il 2,3% dei file di memoria veniva riletto davvero a ogni sessione.
Meglio un dot o un sistema costruito su misura?
Dipende da quanta parte della tua azienda deve conoscere. Per cominciare un dot basta, ed è la scelta giusta: un compito ripetitivo, misurabile, con una conferma prima di ogni azione verso l’esterno. Un sistema su misura serve quando entrano in gioco la memoria aziendale e più confini di permesso.
| Domanda | Un dot | Un sistema su misura |
|---|---|---|
| Quanto tempo per partire | Minuti | Giorni o settimane |
| Dove vive la memoria | Nel servizio di OpenAI | In file tuoi, leggibili da qualunque modello |
| Chi decide le regole | Tu, dentro le opzioni previste | Tu, senza limiti di forma |
| Cambio di fornitore | Si riparte da capo | Si cambia il motore, la memoria resta |
| Quando ha senso | Un compito, una persona | Più reparti, dati riservati, processi propri |
Sul numero di agenti vale la regola che uso io: si parte da uno e se ne aggiunge un altro solo quando serve un permesso diverso. L’ho spiegata in Quanti agenti AI servono a un’azienda.
dots, Muse e gli altri: cosa sta succedendo?
In tre settimane i grandi laboratori hanno portato sul mercato lo stesso tipo di prodotto con nomi diversi. Meta ha lanciato Muse l’8 settembre 2026, OpenAI i dots il 29 settembre, e Anthropic si prepara alla quotazione in borsa con Claude come motore di molti sistemi aziendali. Accanto ai modelli che fanno tutto crescono quelli che fanno una cosa sola e costano pochissimo, come Jev di TypeSafe.
Il modello sta diventando una materia prima. Quello che resta tuo è la memoria dell’azienda e il modo in cui hai disegnato i permessi.
FAQ
Cosa sono i dots di OpenAI?
Agenti AI sempre accesi, presentati il 29 settembre 2026. Ognuno ha un computer nel cloud e porta avanti gli obiettivi che gli assegni anche quando non sei collegato.
Quanto costa un dot?
Il primo dot è incluso negli abbonamenti ChatGPT Pro e Business Premium. I prezzi per averne di più non sono stati comunicati.
I dots sono disponibili in Italia?
OpenAI parla di «mercati abilitati» senza un elenco nelle fonti che ho letto. Va verificato nel proprio account.
Che modello usano i dots?
GPT-6 Astra.
Un dot può inviare email o fare pagamenti da solo?
Dipende dalle regole che imposti. Per ogni azione puoi scegliere fra consentire, chiedere conferma o bloccare.
Che differenza c’è fra un dot e ChatGPT?
ChatGPT risponde quando scrivi. Un dot lavora in autonomia su un obiettivo e ti aggiorna.
Che differenza c’è fra dots e Muse?
I dots nascono per il lavoro e arrivano dentro ChatGPT e Codex. Muse è l’agente personale di Meta, pensato per le faccende di tutti i giorni.
Cosa fare adesso
- Scegli un solo compito. Ripetitivo, misurabile, con un inizio e una fine.
- Scrivi le regole prima di accendere. Tutto quello che esce dall’azienda (email, messaggi, pagamenti) parte solo dopo una conferma.
- Decidi dove sta la memoria. Procedure e storico in file tuoi, prima di affidarli a un servizio.
- Misura dopo due settimane. Ore risparmiate, errori trovati, conferme date. Se non lo misuri non sai se tenerlo.
Mattia Calastri costruisce Company Brain e agenti AI per aziende e professionisti. Lavora ogni giorno con il Polpo, il suo sistema operativo AI: 32 agenti e 96 procedure. About me.















